Mai smettere di imparare: intervista a Toni Pellegrino

Parola chiave? Felicità! Toni Pellegrino ha scelto di raccontarsi, dalle origini svizzere fino alla celebrità televisiva in Italia e al successo della sua partecipazione come ospite della trasmissione Detto Fatto in onda su Rai 2. Il suo percorso dinamico tra le tendenze moda e i desideri di bellezza di ciascuna cliente si basa su una ricerca costante e la voglia di contribuire al benessere di chi lo circonda, all’interno e oltre le mura dei sue due saloni a Modica e Catania.

Sul futuro della professione, il direttore artistico di Toni&Guy Sicilia spiega “Tutti, o almeno chi mira a una leadership, dovrebbero ragionare e lavorare non solo sulla creatività, ma anche sull’organizzazione. Non basta saper fare un buon taglio”.

 

Quale è il tuo legame con la Svizzera?

È intimo e viscerale. Ho negli occhi paesaggi di una bellezza stupefacente e incontaminata, e nel cuore la leggerezza e l’allegria dell’infanzia. Pur amando il mare e il sole, io mi sento in gran forma quando piove. Perché l’odore della pioggia mi riporta immediatamente indietro, a casa. Nella casa dell’infanzia appunto, a Rüti. Alle vallate verdi del fiume Jona, alla purezza di quei luoghi e di quel momento della mia vita.

Hai una mission che ti accompagna lungo il tuo percorso?

Sì, ed è una cosa che sento dal profondo. Sono felice quando posso dare il mio contributo al benessere e alla felicità di chi mi circonda. Siano collaboratori, parenti o amici, sto bene quando sento che sto facendo del bene, che sto partecipando attivamente alla soddisfazione di chi ho accanto.

Come descriveresti il parrucchiere e la sua professione ai nostri giorni?

Il parrucchiere non è solo un creativo, ma è anche un creatore. Di felicità. È colui il quale interpreta stilisticamente il gusto delle persone, e lo materializza con le forme attraverso la propria tecnica.

Questa professione spesso è sottovalutata, eppure è un importantissimo supporto alla sicurezza estetica di ogni individuo. Un taglio o un colore sbagliato sono come uno sfregio. Spesso si può rimediare, fortunatamente, ma intanto si crea disagio. Noi abbiamo la responsabilità di far stare bene.

Cosa non dovrebbe mai mancare in chi fa il tuo lavoro, che consigli ti senti di dare?

Un parrucchiere dovrebbe essere dotato di passione, determinazione, costanza, creatività, amore per il bello, entusiasmo, fame di sapere, umiltà, disponibilità, generosità. Ed equilibrio.

Sì, un buon parrucchiere deve avere un grande equilibrio: non deve imporre il proprio gusto, né assecondare in modo passivo i desideri dei clienti che a volte chiedono dei look impossibili.

E poi consiglio di puntare su una buona organizzazione per accogliere e soddisfare in modo adeguato tutte le esigenze dei clienti.

Cosa rappresenta per te la possibilità di lavorare in questo mondo?

L’occasione continua di migliorarmi. Perché oggi giorno mi metto alla prova e mi alleno per mantenere in armoniosa mescolanza ciò che ho elencato prima.

Hai mai pensato a quale possa essere il futuro di questa professione?

Io mi auguro che la nostra professione possa essere codificata con serietà e scuole di eccellenza, come accade per altre professioni considerate più elevate. Il nostro è un ambito che tocca molto da vicino il benessere dell’uomo. Non salviamo vite, ma le miglioriamo esteticamente e psicologicamente.

Come si raggiunge il successo televisivo? Pensi che alcuni siano più predisposti di altri?

Parlando con il cuore e soprattutto avendo dei contenuti. Ma in realtà fatico a trovare una risposta a queste domande. Forse perché io in tv ho portato semplicemente ciò che sono e ciò che penso.

Certo, ho avuto la grande fortuna di essere chiamato da Endemol e Rai, ma non ho pianificato nulla. Non ho seguito strategie.

Spesso mi viene chiesto se nei miei saloni, durante la consulenza, faccio l’analisi morfologica, come in tv. E mi viene da sorridere perché è esattamente il contrario: io ho portato in tv ciò che offro in salone a tutti i miei clienti. Ecco perché non mi sento di valutare la predisposizione o il talento di nessuno.

Come descriveresti l’unicità?

Unicità, unico…sono parole che mi fanno pensare alla solitudine, e da soli non si sta bene nemmeno in paradiso. Diciamo che il concetto di unicità mi piace interpretarlo così: essere uno dei tanti che, grazie a tanti o pochi, fa tanto.

Hai un sogno nel cassetto da realizzare?

Creare molti posti di lavoro

Quale è il tuo concetto di bellezza?

A mio parere, ma non solo mio, la bellezza è un calcolo di proporzioni, armonia ed equilibrio. Un mix che alla vista ci trasmette serenità e gradevolezza e, come accade con le opere d’arte, ci emoziona.

Nonostante l’ondata di popolarità a livello internazionale e il successo televisivo, Toni rimane ben saldo con i piedi per terra e alla domanda su quale sia il segreto per essere un hairstylist di successo risponde: “Allenarsi di continuo. Essere sempre aggiornati, informati, attenti ai cambiamenti di costume”. La sua ricetta? “Never stop learning”.

 

Ph. Carmelo Poidomani & Ufficio Stampa Rai

 

 

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